Cresciuta nei circoli e gabinetti letterari di Firenze, nipote ed erede di poeta, amica di molti “lavoratori della cultura”, sin da piccola ho assistito ad abusi di potere da parte dei grandi editori ed enti privati nei confronti degli autori e delle opere, i cui diritti non sono stati protetti neanche da chi di dovere (SIAE in primis).

E scoprire, o meglio avere nuovamente conferma, che ancora oggi cultura e arte e i loro “addetti ai lavori, siano dati per scontato e lesi con tanta leggerezza, fa male.

Fa rabbia.

Eppure è successo di recente, con il caso “Charlie Hebdo” edito e venduto da “Il Corriere della Sera”.
Le motivazioni addotte dal suo direttore, futili e scontate, fanno quasi sorridere.

Tau Beta sostiene a pieno gli autori che giustamente chiedono quantomeno delle VERE scuse per il furto delle loro opere.

Perché ciò che è stato commesso è un furto.
Perché gli autori non protestano a scopo di lucro.

Qui si parla di diritto d’autore, inteso non solo come tutela del proprio lavoro, ma anche come diritto di scelta, di libertà, di rispetto.
Soprattutto se si vuole rendere davvero omaggio a Charlie Hebdo e agli autori e giornalisti che hanno lottato e sono morti per garantire tutto questo.

Il Corriere non lo ha fatto.
Ha leso tutti questi diritti cercando di nascondersi “legalmente” con una nota in 4° pagina.

E la “fretta” di commemorare non è una giustificazione, perché su questa tragedia non è il caso di sfruttare il motto “carpe diem”. Charlie Hebdo poteva e dovrebbe essere commemorato e ricordato anche tra un mese, per sempre.
A meno che non si voglia ammettere che la fretta per cogliere il momento non fosse a scopo di beneficenza, ma per vendere un po’ più copie del giornale, i cui proventi non erano inclusi nella missione di beneficenza”.

Per tutti questi motivi Tau Beta non venderà il volume allegato a Il Corriere.

Da parte mia, oltre ad augurarmi che gli autori ricevano le dovute scuse, li ringrazio.
Perché dimostrano che nonostante tutto e tutti, si può e si deve lottare per i propri diritti!

L’Annina

commenti
  1. Manifesto Web ha detto:

    L’ha ribloggato su Manifesto Webe ha commentato:
    L’Italia si sarà pur desta, ma il popolo è andato a dormire. Sono questi gli articoli da far girare, non le collane da non interrompere….

    Da quando in Italia conta più il sesso della cultura?

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