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Il bacio di Marte: sentimenti puri e non…

Una madre pressante e soffocante. Un padre inafferrabile ed evanescente. Un boyfriend superficiale e volubile. Delle amiche frivole e insignificanti. Una vita spesa alla ricerca dell’approvazione e dell’accettazione degli altri, spesso tramite rapporti e affetti tanto facili quanto effimeri, per poi tuffarsi a cercare la comprensione di confidenti virtuali nell’asetticità e nella “distanza” della rete. Questa è Yukari.Proprio agli antipodi c’è Miki, la sua compagna di banco: ragazza sobria, silenziosa, tutta casa e scuola, dall’apparenza solitaria e disinteressata...”

Ho tagliato un po’ la sinossi della casa editrice perché sinceramente mi sembrava eccessivamente spoiler, mentre la presentazione dei personaggi è perfetta per introdurre la recensione a questo manga.
Il fulcro di questo fumetto si aggira intorno alla comprensione dei sentimenti a all’accettazione di sé. Temi e condizioni mutevoli quanto caratterizzanti, anche nella realtà, i coetanei delle protagoniste… e anche qualche adulto!

Per sentirsi bene bisogna far finta di essere chi non si è? L’amore puro, o la vera amicizia, si celano dietro tante parole e moine… o forse nella sincerità? Personalmente, come già detto… fingere per troppo tempo può portare all’autodistruzione (morale) e nient’altro (esperienza personale).
La trama è lineare e, nonostante vengano utilizzati strumenti quali chat e dialoghi, il racconto ha un’impronta particolarmente introspettivo, di trasformazione e maturazione. Alcuni punti sono, come in ogni finzione, portati quasi all’eccesso, comunque il fumetto trasmette bene il messaggio.

Il disegno ha i tratti puliti e lineari tipici degli shojo più recenti, con una cura e un’evidenziatura particolare per le labbra… Simbolo del bacio, simbolo del primo amore, della parola e quindi della sincerità.

Segno dolente la frettolosità della conclusione… io avrei approfondito maggiormente alcuni aspetti, casomai creando una miniserie in due volumi. Ultimamente sembra che molti autori, da ogni parte del mondo, siano sottomessi a questa logica di “prodotto”. Non capisco il perché, dato il valore del materiale da essi stessi sviluppato.

Comunque sia, una lettura gradevole.

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