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Mice templar: la profezia

Mice Templar la profeziaHo preso dallo scaffale del Tau Beta questo volume la scorsa settimana, onestamente credo per colpa della copertina che, con la presenza del gufo e del ratto, ha richiamato alla mia mente un vecchio film di animazione che vedevo quasi tutti gli anni a Natale: Brisby e il Segreto di NIMH .
Oppure perché, dai tempi de La fattoria degli animali di G. Orwell a Maus di A. Spiegelman, sono sempre rimasta affascinata dai racconti che trattano delle vicissitudini e del comportamento umano trasponendolo al mondo animale, a me sinceramente più simpatico.

Vi riporto innanzitutto la Sinossi:
Prima della loro caduta, i Templari avevano il compito di preservare l’ordine naturale delle cose, l’equilibrio tra la vita e la morte di tutte le creature. Ma una disputa teologica ha esposto la nobile fratellanza a guerre fratricide, fino alla totale distruzione. In loro assenza, il caos ha trionfato e ora terribili creature regnano nell’anarchia del mondo del Tempo Ombra. Ma esiste un’antica profezia che dona speranza al mondo e che è collegata al topolino Karic. Che sia lui il messia?”

Edito da Magic Press, questo volume diventa interessante già dall’introduzione, scritta e illustrata da Bill Willingham e Mark Buckingham (Fables). Per quanto riguarda il racconto, questo primo volume ci introduce in una favola che intreccia le leggende sui Cavalieri Templari alla mitologia nordica, utilizzando uno stile Fantasy epico che potrebbe ricordare romanzi come Lo Hobbit e Il Signore degli anelli (il viaggio di un piccolo eroe).
Il perno del racconto ruota intorno al prescelto Karic, il quale viene ben presto travolto da profezie, sogni, battaglie, segreti svelati e bugie, il tutto deliziosamente cucito per dare al lettore un forte senso di partecipazione alle vicissitudini del protagonista, grazie all’ intensità di ogni scena e allo stato d’ansia, costante e pervasivo… Insomma, mentre leggevo mi sembrava di essere Bastian mentre legge La Storia Infinita!!!

Ammetto che,  in qualche modo, mi ha ricordato il primo volume di Mouse Guard (per la tipologia del soggetto, ovvero topi spadaccini) che venne editato dalla DeAgostini qualche anno fa (il secondo che io sappia è uscito solo in America). Rimango però convinta che sia lo stile grafico, più surreale nella raffigurazione degli animali e nella scenografia, sia l’intreccio abbiano un’originalità che potrebbe portare questa graphic novel a diventare un nuovo cult di genere (Fantasy epico).

A chi può interessare? A tutti coloro che amano leggende e avventure, magie e complotti… e a chi, come me, preferisce comunque gli animali agli uomini, anche se caratterizzati con atteggiamenti e difetti umani (gli animali insegnano comunque e sempre più di quanto possa fare qualsiasi uomo).

L’Annina

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