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Mater Morbi: è inquietante esserne attratti

Premetto. Tremo all’idea di scriverne e non so se ne farò una vera e propria recensione.
Sono intimorita dalla bravura di Recchioni, non solo come sceneggiatore ma anche come blogger… e allo stesso tempo non credo che né lui né Carnevale abbiano davvero bisogno di alcuna presentazione o “raccomandazione”.

472474_10151590844538724_2127725974_oIl volume di “Mater Morbi” è però di una bellezza tale che è impossibile non parlarne.
La seducente attrazione che ho provato per questo racconto mi ha sconvolto. Sia chiaro, non sto parlando  della protagonista, per quanto la sua personificazione sia decisamente sensuale.
E’ la naturale capacità con cui viene data vita alla Malattia e alle sue sfaccettature, è l’inquietudine e il dolore crescente in ogni tavola, è il terrore per ciò che avverrà in futuro, è la voglia di fuggire e poi tornare e trovare il coraggio di combattere una così terrificante presenza…
E’ la paradossale attrazione per Mater Morbi, il fascino del lasciarsi andare, forse per stanchezza piuttosto che per una paura ancora più grande per tutto ciò che avverrà…

Tutto questo è narrato in eccelsa maniera dalle tavole di Carnevale e Recchioni.

Lo avevo detto, non riesco a farne una recensione. E’ un volume che mi ha colpito nel profondo, che mi ha commosso e che credo potrebbe commuovere chiunque, per un motivo o per l’altro, abbia incontrato Mater Morbi.
Le riflessioni riportate in questo racconto sotto forma di dialoghi e flussi di coscienza rispecchiano la maturità e il coraggio di chi “ha avuto il coraggio di accettare la sua malattia e di vivere con essa, senza sprecare la sua esistenza in una guerra contro il suo stesso corpo“. Allo stesso tempo l’intera struttura mantiene la tensione e il ritmo tipico delle migliori storie di Dylan Dog, come se questo fosse uno dei suoi innumerevoli “incubi”.
Le tavole di Carnevale, l’attenzione con cui egli ritrae e caratterizza ogni personaggio e ogni ambiente, la sinergia che  crea con il racconto narrato e i sentimenti espressi sono indescrivibili… o meglio… semplicemente fantastiche.

Che dire? Semplicemente complimenti!
A Recchioni e Carnevale per l’opera a cui hanno dato vita. Alla Bao Publishing per l’eccellente qualità con cui hanno pubblicato questo splendido lavoro.

L’Annina

P.S. Sì lo so che la storia era già uscita nel n. 280 della serie regolare di Dylan Dog, ma a tutti coloro che me lo ribadiscono e ritengono già di averla, dico… Fidatevi, non è lo stesso!
A parte la qualità di stampa e la dimensione del volume, questo albo presenta quasi cinquanta pagine di vignette scartate o alternative, bozzetti preparatori, illustrazioni realizzate in fase di progetto … Ma soprattutto un prologo di sei pagine scritto appositamente da Roberto Recchioni e dipinto da Massimo Carnevale.
Insomma, ne vale davvero la pena!

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Zaya: un’opera d’arte

Spesso ricevo lamentele sul fatto che non recensisco abbastanza, soprattutto di ciò che viene dall’Oriente.
La risposta è sempre quella… non c’è nulla di originale in questo periodo. Quindi non c’è nulla di cui parlare, almeno per me.

Ma. C’è sempre un ma.
E questa volta potrebbe essere costituito da un eccellente compromesso tra lo stile franco-belga e quello orientale. Vero, non è un manga o un manhwa puro… Ma è comunque un capolavoro che ricorda molto classici come Akira o Alita (ovviamente la prima serie).

zayaZAYA è tutto questo. E’ una saga fantascientifica, ambientata in un futuro in cui il confine tra macchine e esseri umani alquanto difficile da comprendere. E’ uno spy movie, per la trama intricata, i complotti e le società segrete che cominciano a presentarsi in questo primo volume.
Sin da subito Morvan presenta Zaya e la sua caratterialità e ci narra di ciò che avviene nel mondo confinante a quello in cui vive la protagonista… ma lascia accuratamente cadere un velo di mistero sulla correlazione tra i due.
Testo, dialoghi e accadimenti sono acutamente strutturati al fine di creare un gradazione ascendente di tensione e pathos, tanto che il lettore non potrà fare a meno di “entrare” nella storia, parteciparvi attivamente con congetture e una certa sintonia con la protagonista.
Alcuni di voi a questo punto potrebbero dire che detective story sarebbe un termine più appropriato di spy movie, dato che stiamo parlando di qualcosa di cartaceo. Ma le magnifiche tavole realizzate dal cinese Huang-Jia Wei sono tutt’altro che statiche.
Le architetture, le proporzioni, il flusso con cui si passa da una vignetta all’altra e il movimento dato da ogni singolo, la regia studiata per l’impaginazione e il passaggio da una scena all’altra… tutto porta questo fumetto ad animarsi e a ricordare Anime e Film come Akira e Metropolis di Fritz Lang.

Unica pecca, per così dire, il costo: è un formato cartonato tipico delle pubblicazioni francesi, di bellissima fattura e onestamente non credo che questo fumetto potesse essere pubblicato in altro modo.. Ma il costo di 15 euro e 90 cent (saranno almeno 2 volumi), credo non permetterà a molti di godere di questo capolavoro. O almeno non a quelli che potrebbero trovare un ottimo spunto per una lettura diversa, ovvero i più giovani.

Io comunque lo consiglio caldamente… E il primo volume è già in libreria!

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L’Annina

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The dark side of God: La Bibbia2

Due premesse:

  • Mi sono accorta ora, mentre scrivo, che è Domenica… un giorno comunemente “importante” per il mondo cattolico. Ve lo assicuro, è puramente casuale… a dire il vero è il primo giorno libero che ho da un sacco di tempo!
  • Come si sarà intuito, il libro a fumetti di cui vado a parlare può risultare “immorale e irrispettoso” a chi si ritiene un cattolico vero, soprattutto a quei credenti che non accettano si ironizzi e al contempo si contesti (con razionalità e discernimento) ciò che viene narrato nella Bibbia…

Bene, detto questo…

La Bibbia 2 è una figata pazzesca!

Eh-ehm, scusate l’entusiasmo, ma è davvero difficile trovare un tale connubio di gradevole blasfema ironia, satira e ragionata – soprattutto intelligente – critica in un volume di questo genere.
Molti a primo acchito potrebbero ritenerlo uno dei tanti “prodotti” satirici usciti ultimamentesulla religione e la Chiesa. Io stessa  mi sono inizialmente approcciata con questo pensiero alla lettura de La Bibbia 2.

Ma devo ammettere che Pierz e Davide La Rosa mi hanno sorpreso.20130505_102024
Più che un sequel gli autori hanno realizzato un Reboot della prima versione (ovvero quella Bibbia di cui tutti avete almeno sentito parlare), in cui vengono rivisti e ri-narrati alcuni passaggi fondamentali del libro, portando nuove argomentazioni e ragionamenti logici… al semplice scopo di dissacrare i dogmi fondanti il pensiero e le credenze dei religiosi.
Anche i personaggi, le loro pecurialità, sono riviste in chiave moderna. Sicuramente per avvicinarli agli odierni lettori e far sorridere e ridere, ma soprattutto per aggiungere un ulteriore tassello e aiuto alla nuova chiave di lettura proposta ne La Bibbia 2.

Ma cosa li diversifica dagli altri? La possibilità di leggere ciò che ci sentiamo, l’opportunità di porsi delle domande e approfondire la lettura, oppure di farsi semplicemente due risate.
Il tutto grazie all’alternarsi di capitoli narranti le nuove avventure di Gesù e di Kadmon/Spirito santo e le lettere aperte – scritte da Pierz e da Davide – rivolte alla Chiesa e ai Cattolici in cui illustrano le contraddizioni, spesso deboli e vacillanti, di alcuni dei principi su cui si fonda questo sistema religioso…
Mi rendo conto, ora, che se ne parlassi ancora rischierei di commettere reato di spoiler e di rovinare la sorpresa che si può provare nel leggere “codesto libro“…
Posso solo concludere che, a prescindere dal mio pensiero o credo – non sono affari vostri – applaudo i due autori, “sanamente” atei, sicuramente intelligenti e convinti del loro pensiero…

E poi la PlayList scelta da Pierz per la lettura del libro… SPACCA!!!

Un unico timore: mi auguro solo che La Bibbia 2 venga letta con discernimento, non venga strumentalizzata come un oggetto del male così come non venga ritenuta solo “una figata di moda”, passeggera. Forse non vi sembrerà… ma è una lettura seria!

L’Annina

p.s. Grazie a Filo per il regalo… grazie a Pierz per la dedica!!!

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Due manga… decisamente diversi!

Era tanto che non leggevo e non parlavo di manga.
Non ce ne era uno che riuscisse ad attirare la mia attenzione, né in positivo né in negativo.

Invece questa settimana qualcosa da leggere l’ho trovato finalmente. Non ne sono entusiasta, ma almeno ne posso parlare.

“Io sono un lupo” – Planet mangaimage_gallery

Sinossi: “I maschi sono degli animali!” Quante ragazze lo hanno pensato almeno una volta nella vita? E Rina è una di queste, convinta che tutti gli uomini pensino soltanto a una cosa… Però un conto è avere a che fare con un ragazzo fissato col sesso, e un conto è trovarsi di fronte a Okami, che ti annusa il sedere per salutarti! Altro che allupato, lui si comporta proprio da lupo! Ma perché Okami è un tipo così strano? Cosa nasconde? E soprattutto… in quali imbarazzanti situazioni trascinerà la protagonista?

Che dire? più shojo di così non credo si possa!
Classica commedia scolastica con quel tocco di originalità dato dalla presenza di uno dei protagonisti, cresciuto con i lupi… Beh, almeno questa volta non è né un demone né un vampiro!

Devo dire che alcune scene mi hanno fatto sorridere, in senso positivo, grazie all’abilità della mangaka di mostrare le problematiche che può avere una persona assolutamente incoscente di ciò che sono le regole e le imposizioni sociali… scherzandoci su!
Per il resto però tutto uguale a infiniti altri. Disegno non particolarmente riuscito, solito triangolo amoroso, protagonisti maschili splendidi e atletici, protagonista femminile imbranata (ma ovviamente con un’amica sveglia e impertinente!).
Che dire, volete una nuova storia d’amore breve (4 volumi), dolce e divertente?
Ecco a voi l’occasione giusta!

image_gallery2Master Keaton – Planet manga

Sinossi: “La storia racconta di una persona apparentemente ordinaria, senza nessuna caratteristica particolare, il tipico salaryman giapponese sui 30 anni, che in realtà è un esperto veterano di guerra. Infatti il protagonista Taichi Hiraga-Keaton (平賀=キートン・太一 Hiraga-Kīton Taichi?), figlio di uno zoologo giapponese e di una donna inglese, dopo aver studiato archeologia all’università di Oxford è entrato a far parte del corpo speciale britannico SAS..” Ed ora? Beh, tra una lezione e l’altra… investiga!

Beh, che dire? Non sarà tutto suo, ma Urasawa è sempre bravo! Taichi Hiraga Keaton è misterioso, si sa poco del perché abbia fatto certe scelte di vita.
In ogni episodio si scoprano nuove sue capacità, ma rimane prominente il mistero che lo avvolge e il desiderio di scoprire qualcosa di più su questo protagonista… E invece, come spesso accade nelle opere di Urasawa, il mistero semplicemente si infittisce!

Disegno caratteristico, protagonisti e personaggi secondari ben caratterizzati, ottima alternanza tra momenti di suspence e riflessione a momenti di ordinaria e quotidiana comicità…
Ora, Keaton non è un maniaco del “mokkori”… ma penso che consiglierei questa serie non solo a chi ama Urasawa, ma anche a chi ha seguito con passione City Hunter (per dare un’idea…).

Unico difetto? il prezzo!!! Ottima edizione, ma 11 euro e 90 cent son davvero tanti…

L’Annina

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Ogni vero eroe è vicino a noi

di_altre_storie_cover_storeIo non so se l’ho mai detto o scritto di altri fumetti…
Rimane il fatto che, a mia memoria, questa è la prima volta mi che mi commuovo, seriamente, con tanto di lacrime e fazzoletto e tutto ciò che segue… per la lettura di un fumetto.

Di altre storie e di altri eroi, di Stefano Casini, mi ha fatto questo effetto.

Non so se perché son toscana anch’io, perché ho vissuto una famiglia e il racconto di passati simili a quelli narrati in questo fumetto… ma credo che siano solo scuse superficiali.
Credo forse di più al fatto che in quest’opera l’autore abbia raggiunto uno dei suoi massimi livelli, sia come scrittore che come disegnatore. Credo che la storia qui raffigurata possa toccare il cuore di chiunque.

Ognuno nella propria vita ha il proprio eroe, che non ha un superpotere in particolare, ma che comunque è riuscito a lasciare nel nostro animo qualcosa che supera in forza qualunque superpotere dall’immaginario mai creato.

In questo fumetto si narra del passato, di ciò che nei paesi si viveva durante la Guerra e nell’immediato dopo, di come le persone fossero fatte di spirito e desiderio e forza di volontà. Ma soprattutto di orgoglio e dignità.

I disegni sono tavolozze di colore, magnifiche, evocative e dettagliate. Ogni personaggio ha un’espressività reale e umana. Qualcuno ha detto che risulta eccessiva la presenza del giallo… ma non credo se ne potesse fare a meno, per la terra descritta, per il momento, per la solarità che questa storia esprime (nella sua malinconica rimembranza e narrazione).

Tutti coloro che hanno avuto un nonno, uno zio o chi meglio può rappresentare la persona che vi ha donato i princìpi fondamentali della vostra vita, tutti coloro che credono che normali e “piccoli” esseri umani possano essere eroi nella loro quotidianità, dovrebbe leggere questo romanzo a fumetti.

Lo ripeto, mi son commossa… e al contempo ho gioito per aver goduto di una simile lettura.

L’Annina

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Semplice – Basta l’immaginazione

 

Finalmente, dopo lunga attesa, sono riuscita ad appropriarmi e a leggere la prima graphic novel di Stefano Simeone: Semplice.

 

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Beh, niente male per essere al suo esordio!

Non vi è mai capitato di voler fuggire dalla quotidianità monotona, immaginando di essere qualcun altro, di avere qualche potere… e di poter cambiare ciò che vi circonda. A me sì.
Trovo che sia fantastico il potere dell’immaginazione. E questo racconto è un’ode a questo potere.

Mario, semplice operaio in una semplice cittadina di periferia, dimostra di avere delle capacità soprannaturali in questo ambito. Forse perché ciò che lo circonda è così ripetitivo, le persone così noiose nella loro ripetitività… Che non si può fare a meno di fuggire per sperare di vivere una qualche emozione!
Egli quindi diventa un supereroe dell’immaginazione, trasformando la sua realtà quotidiana in avventure spaziali, in videogiochi avvincenti e in film. E ovviamente lui è un vincente, almeno qui.
E se, grazie a questo dono, anche la realtà gli donasse qualche sorpresa? A voi scoprirlo!

Io posso solo dirvi che sarà facile per molti di voi riconoscervi in Mario, nella sua trasformazione da “ragazzo semplice” a “uomo” che lotta per la propria vita, sfidando la routine quotidiana e trovando il coraggio (come ogni buon supereroe che è in noi) di lanciarsi in nuove avventure, quali l’amore e la presa di coscienza di sé.
Sarà divertente e familiare conoscere i vari personaggi co-protagonisti della storia. Ritroverete il vecchietto del vostro quartiere, che vive nelle glorie del passato e nella sua routine quotidiana (a volte infantile). Gli amici “attivisti”, con i loro princìpi e la loro lotta contro il sistema, anche se a volte fumosa… Per non parlare poi dei “fighetti saccenti, che fanno di tutto per complicare anche le cose più semplici, solo per mettere in mostra il proprio io… E diciamolo, risultare estremamente antipatici, oltre che superficiali!

La narrazione ha un buon ritmo, con repentini passaggi tra reale e immaginario, accompagnati magnificamente dalle tavole semplici e umorali, se mi passate il termine. Intendo dire che le varie tecniche utilizzate da Stefano Simeone, così come la colorazione che le accompagna, guidano in modo chiaro ed esplicativo ogni scena, ogni sentimento e ogni personaggio.

Devo ammettere però che chi non ha la capacità di farsi rapire dall’immaginazione, chi cerca una lettura lineare, senza sobbalzi e salti, potrebbe avere alcune difficoltà ad apprezzare questo volume.

Io personalmente l’ho vissuto e goduto. Mario mi ha fatto rivivere tanti momenti divertenti e alcuni nostalgici della mia vita… E spesso anch’io mi son ritrovata a fantasticare per cambiareil mio mondo. Casomai non su una ruota panoramica, ma in tanti altri “rifugi” sì.
Tra questi il Tau Beta, che non solo era un rifugio ma era anche un sogno … che con i miei superpoteri è diventato finalmente una realtà!

L’Annina

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Samurai – quando il Giappone piace a tutti!

samuraiQuesta settimana Panini ha fatto arrivare nelle librerie una nuova graphic novel:  Samurai  – di Di Jean-François Giorgio e Frédéric Genêt.

Onestamente l’ho portato a casa (già consapevole della sua qualità) con la speranza che questo potesse essere un fumetto da consigliare anche ai lettori di manga, affinché potessi tentarli con una lettura diversa. E devo dire che ogni mia aspettativa è stata soddisfatta.

Non solo è bello, ma è anche adatto a tutti coloro, mangofili e non, che amano le storie ambientate al tempo dei samurai. I lettori di Vagabond e de L’immortale potrebbero trovare in questa storia un valido sostituto in attesa che i due suddetti titoli riprendano. Lo stesso vale per coloro che si erano affezionate a graphic novel come quella di Eric Puech(anch’essa intitolata L’immortale) e di Saverio Tenuta (La leggenda delle nubi scarlatte).

La trama è infatti avvincente, con un giusto mix di riferimenti storici e leggendari e di un’appassionante avventura che narra le gesta di un samurai solitario, colma di misteri, intrighi e azione.
I dialoghi danno un’ottimo ritmo al racconto, senza contare la qualità delle tavole, ottimamente disegnate e con una cura impeccabile nella colorazione, atta a suggerire al lettore l’intensità di ogni singolo avvenimento. 
I personaggi infine sono finemente caratterizzati, anche se poco viene svelato del loro passato in questo primo volume… Quel poco che basta a incuriosire ancor più il lettore.

Che dire d’altro? Io l’ho divorato, mi son posta domande e sto provando ancora a supporre chi sia il cattivo, quale sia il passato del Samurai … e che cosa accadrà nel secondo volume?

Provatelo… e fatemi sapere!

L’Annina

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Fashion Beast… A bocca aperta

Non succede nulla.
Tutto rimane sospeso, anche la presentazione dei protagonisti rimane sospesa.

È semplicemente incredibile.

Fashion Beast CoverQueste sono le prime frasi che mi sono venute in mente dopo aver concluso la lettura del primo numero di Fashion Beast. Un capolavoro scritto dal miglior Alan Moore anni ’80, rivisitato da Malcolm McLaren e Antony Johnston… ma con la benedizione e la completa approvazione del primo!
Da questo primo volume si intuisce il richiamo alla più celebre fiaba La Bella e la Bestia, in cui i protagonisti sono un travestito (la Bella) e uno stilista di moda sfigurato (la Bestia). O almeno così si suppone.

È surreale e bizzarro, lascia turbati e allo stesso tempo attoniti.
Chiusa la quarta di copertina ho provato quasi disagio per l’antinomia nata dentro di me:  una parte di me storcere il naso chiedendosi “Tutto qui?” e contemporaneamente il mio Io (o forse meglio il mio Es) esaltarsi e gridare “Fantastico!”.

Come sopra accennato, non posso raccontarvi molto, perché non c’è molto da raccontare.
È forse un giallo, una storia d’amore? O forse un horror? Tutto si deve ancora rivelare.
Sicuramente è un capolavoro. … Almeno per me!

Difficilmente mi sono ritrovata a parlare con tale entusiasmo di un’opera. Ma qui è inevitabile.
I dialoghi sono avvincenti e donano ritmo e interesse a questo tutto/niente.
I disegni sono pura magnificienza, non si possono definire altrimenti: i colori, la luce, la tecnica di questo artista cooperano in modo eccellente allo svolgimento della narrazione.
Come spiegare per una come me che a livello tecnico non sa nulla di disegno?
Ogni personaggio prende vita dalla cura che l’artista mette nel più piccolo dettaglio, assume un carattere e dona indizi che il testo non dà. L’originalità di ogni protagonista è peculiare, sono tutti unici e acuiscono ancor di più la suspance per l’intrigo narrato…. Facundo Percio è “praticamente perfetto sotto ogni aspetto“, insomma.

Beh, se non vi ho convinto a provare… Allora non so dove altro possiate trovare altrettanta qualità!

L’Annina

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Opinioni varie…

Vi aspettavate un report della festa? Un servizio fotografico? Invece no.
Per vari motivi quello arriverà nei prossimi giorni…

Intanto, mi dedico a dirvi cosa ne penso di 2 manga usciti questa settimana. Più facile data la pigrizia e la stanchezza post-evento!

GEGoodEnding1GE – Good Ending
Era dai tempi di Masakatsu Katsura, da I’s o Video girl Ai che non leggevo uno shounen così. Per chi non lo sapesse, gli “shounen” narrano storie d’amore dal punto di vista maschile e questi sono gli ingredienti fondamentali: deve essere ammiccante, divertente e allo stesso tempo romantico.
Certo la trama non è molto originale, anzi. Un ragazzo impacciato circondato da amici strani… e da ragazze prosperose e altrettanto “originali”!

Ma almeno questo primo volume, oltre che ben disegnato, ha riservato qualche colpo di scena inatteso e alcune vignette colpiscono a tal punto da pensare che… forse varrà la pena leggere anche il secondo…

 

tiger & bunnyTiger & Bunny
Beh, il primo vantaggio di questo primo volume è che costa 1 euro… Non da poco direi, soprattutto se ci può aiutare a testare una nuova lettura.

Detto questo, anche qua non si può fare a meno di fare riferimento a Masakatsu Katsura, dato che ha collaborato all’anime come character designer e che molto di questo fumetto ricorda Zetman… Anche se qui i supereroi sono completamente dissacrati, e non solo a mio parere!
I supereroi sono semplicemente dei personaggi TV che fanno di tutto per raggiungere il massimo dello share e dell’attenzione. Tra questi, due si contraddistinguono: uno ormai “vecchio” e un giovane esuberante e sicuro di sé.. Che questi due, in modo diverso, nascondano VERE qualità da supereroe?
A voi scoprirlo se vorrete proseguire con la lettura di questo fumetto!

Bene… e ora a nanna (almeno io!)

L’Annina

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Nuovi manga, nuove opinioni

Era un po’ che non leggevo manga, almeno le novità. Beh, finalmente mi son decisa e ne ho letti ben due.E con mia grande sorpresa finalmente si apre uno spiraglio anche per me. Ecco cosa ho letto e cosa ne penso.

Il giorno prima dell’estate n. 1
giorno prima dell'estateSotto un sole cocente Tetsuo, studente al quarto anno di un’università d’arte, sta dipingendo su tela. Un’elegante donna in kimono gli offre un po’ d’ombra. Si chiama Akira Aizawa e gestisce una galleria. La loro relazione inizia all’improvviso, rovesciando il mondo di Tetsuo. Akira per lui rappresenta una gioia terrena, o è un tramite per il mondo ideale dell’arte? Motoi Yoshida, già autrice di Koi Kaze, ci racconta il susseguirsi delle stagioni, alternando visioni bucoliche a momenti di infuocata passione.

Un fumetto adulto. Non tanto per le scene di sesso presenti (mai volgari) o la malizia insita nel rapporto tra il protagonista e Akira, quanto per la poesia che ogni vignetta emana e i profondi momenti di introspezione di Tetsuo… che lo rendono uno dei ragazzi più affascinanti mai conosciuti, almeno nei fumetti!La storia d’amore scorre parallela alla crescita individuale del ragazzo, alla sua apertura verso il mondo “terreno”, alla presa di coscienza di sé e delle sue capacità.
Il tutto però narrato con umorismo, gag divertenti e dolcissime … e accompagnato da un disegno meritevole di attenzione e caratterizzato da un uso esclusivo del tratteggio a mano senza retini e da una forte capacità espressiva in ogni figura e scena disegnata. Beh, mi sa che mi abbonerò a questo manga…

Yawara! n. 1
Yawara1Dopo Happy!, MONSTER, 20th Century Boys, PLUTO, e la raccolta di storie brevi Naoki Urasawa: gli esordi, è il momento di Yawara!. Yawara, la protagonista, è combattuta tra la passione per il judo e il desiderio di godersi la sua giovinezza, innamorarsi e vivere come tutte le studentesse della sua età.Cosa farà?

Beh, qui si gioca anche sui sentimenti nostalgici di chi, come me, ha visto l’anime (purtroppo interrotto) negli anni ’80. Si intitolava “Jenny, la ragazza del Judo”…. come passano gli anni!!…
Ma a parte questo, Yawara è una delle prime opere del grande Urasawa e sin dal primo volume si riscontra la sua grande abilità nel dare una personalità a ogni personaggio e nel creare un attaccamento quasi subitaneo tra il lettore e i protagonisti della storia.
Certo, il disegno non è curato e preciso come nelle opere mature, ma il suo tratto è inconfondibile.
Questo manga potrà piacere a chiunque piacciano le storie d’amore frastagliate da gag comiche e fraintendimenti, oltre che dal più classico elemento degli anni ’80:  lo sport  e la dicotomia tra vita privata e senso del dovere.
Unico difetto? Formato e prezzo Panini…
Formato perché piccolo e pesante, ma soprattutto di difficoltosa lettura (a meno che uno non abbiate intenzione di aprire il fumetto fino a deformarlo). Il prezzo perché 7 euro per quel super-pesante francobollo mi sembra eccessivo!!! E’ vero che noi facciamo un po’ di sconto agli abbonati, ma saranno pur sempre 29 uscite, fate i conti!