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A presto!

Ciao a tutti!
Giusto per informazione: dato che partirò tra poche ore per Napoli… il blog si prende 4 giorni di pausa.

L’ Annina infatti va a COMICON! Tornerò il 2 maggio… Spero con un sacco di novità e racconti interessanti!
Sicuramente con me blocco, penna e qualche lettura… non si sa mai.

A presto!

L’Annina

p.s. Se venite a Napoli… incontriamoci!! Un riferimento? Lo stand WR Buste 🙂

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Biografia di Massimiliano Frezzato

Un paio di settimane fa Silvio, amico e “custode” di Frezz mi chiamò per propormi qualcosa di meraviglioso quanto spaventoso. Scrivere una biografia su Frezzato che non fosse la solita e noiosa nenia piena di date e frasi serie.
Accettai entusiasta, con la consapevolezza del rischio.
Oggi, con sommo piacere, onore e commozione (non sto esagerando) ho ricevuto l’approvazione di quanto scritto.
Mi trovo quindi a pubblicare la mia prima “Biografia” ufficiale: la biografia di Massimiliano Frezzato.

Massimiliano FrezzatoSi dice, nelle biografie ufficiali, che Massimiliano Frezzato sia un fumettista. Io preferirei fosse definito “uno dei migliori fumettisti in Italia e non solo” o, ancor meglio, un artista. Perché lui è uno dei pochi, secondo me, ad esserlo realmente.
Per alcuni Max per altri Frezz… per gli amici non so. Per quanto mi riguarda, va a momenti. So per certo però che difficilmente userò il suo nome di battesimo, anche se la sua altisonanza ben si addice alla grandezza artistica di questo uomo così esile. Solo fisicamente.

Ma da dove sbuca?
Non è facile dargli un’origine esatta. Si sa che nacque a Torino il 12 marzo 1967. Come artista però non saprei attribuirgli padre o madre certi… Diciamo che Pazienza c’entra qualcosa!
So che guardandolo non si direbbe, ma ha studiato (eh-ehm) seriamente, sapete? Da studentello ha vinto il concorso nazionale di fumetto di Prato. Dopo si è fatto conoscere, ovviamente all’estero prima che in Italia. Ha pure insegnato nientepopodimeno che all’Istituto Europeo di design di Torino (1994-1997)…
Ma ha anche vagabondato, conosciuto mondi e persone vicini e lontani (non solo geograficamente) e la sua innata e persistente curiosità, sensuale e infantile, lo ha spinto ad assorbire e riutilizzare, con grande maestria, un’infinità di tecniche pittoriche. Così come il suo cuore gli ha insegnato a disegnare sogni e sentimenti.

La sua prima opera “seria”? Margot del 1990/ 1991. Sono onesta, non l’ho mai letta. Conquista il pubblico, soprattutto quello internazionale, grazie alla saga epocale de I custodi del Maser, che ha avuto inizio nel 1996.
Io ritengo di essermi avvicinata al vero Frezzato solo pochi anni fa, grazie a Tour de France (2006) e a Bagatelle – storie brevi dal 1984 al 2008. E, alla faccia della bibliografia e del suo ordine cronologico (che potrete trovare, incompleta, su Wikipedia), sono i volumi che consiglio a chiunque voglia anche solo provare a conoscere questo artista. La prima per capire che Max non è il classico “fumettista noto”, ma è una persona che vive prima di tutto la sua vita e, con lo stesso amore, la sua arte e il mondo che la circonda. La seconda per capirne, almeno un po’, la personalità e i pensieri…

Ma qui non si fanno recensioni, si parla di vita, o meglio di biografia.
Negli ultimi anni Frezz ha donato se stesso alla sua creatività, alla sua famiglia e alle persone che amano il mondo del fumetto.
Tra il 2008 e il 2009 ha creato un portfolio meraviglioso in cui ha illustrato la storia di Pinocchio, rappresentando “senza parole il suo sguardo sul mondo, quello visto dagli occhi di un bambino”. Qui Frezzato ha dato vita, accudito e cresciuto un bambino per cui prova profondo affetto e rispetto, difendendolo dallo sguardo del mondo adulto, che pretende tutto e subito dal piccolo burattino (maturità, razionalità, senso del dovere…).
Non contento, spinto probabilmente anche dalla voglia di dare una nuova vita a Pinocchio e ai principali protagonisti della storia originale, Frezz ha dato fondo al suo estro e al suo genio pubblicando EroPinocchio (2010 – opera ancora in corso)“…che tutti credevano fosse diventato un bravo bambino… E invece no…”. A chi non conosce l’opera si sbrighi, se vuole scoprire il significato di quanto scritto qui sopra. A chi già la legge, spetta l’attesa del seguito, che Max ha cominciato da poco a “vedere”…

Oltre a questo (come fosse poco) potrete trovare Memories of Sand (edito nel 2011 dalla casa editrice francese Mosquito), una raccolta di brevi racconti senza parole dedicati all’amore in ogni sua finitezza. E se non vi bastasse, Frezz vi offre anche altre novità:  le litografie del suo ultimo portfolio Alice che non viene (2011) e un nuovo fantasioso racconto  edito da poco (aprile 2012) da Pavesio Editore: MotherFlower – Piccola storia sulla ricerca della felicità interrotta per cause di forza maggiore.

E ora, che siamo giunti al 2012, come concludere questo primo capitolo di vita?
Con una raccomandazione, o se volete un consiglio.
Chiunque può conoscere questo autore, perché lui parla con tutti, disegna per tutti. Non per la mera notorietà, che lui stesso afferma di non capire cosa voglia dire e a cosa serva realmente. Bensì per amore, per passione, per istinto, per voglia di conoscere e confrontarsi con le persone più diverse, soprattutto se hanno qualcosa da dire e voglia di  condividere.
Massimiliano Frezzato è paragonabile alle sue tecniche pittoriche, al loro utilizzo. È puro istinto, un istinto che a volte si auto-impone un po’ di ragione, giusto per essere compreso dal mondo esterno e per rapportarsi con esso.
Questa biografia non rende merito alla profondità del suo essere e alla magnificenza della sua arte, ma spero che una piccola pulce sia entrata nel vostro orecchio e che questa vi guidi ad approfondire quanto da me scritto.

È tutto. Per ora.

L’Annina

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Undici settembre: dieci anni dopo

undici settembre dieci anni dopoNon solo un fumetto, ma un libro da leggere dalla seconda alla quarta di copertina, in ogni sua parte, per riflettere.

Per quanto riguarda la graphic novel, devo dire che l’esordiente Giovanni Carducci colpisce e interessa, anche se è difficile non pensare ad alcuni maestri a cui probabilmente si è ispirato (Frank Miller per lo stile grafico e Will Eisner per l’uso del lettering)… Con ottimi risultati, comunque!
Il fumetto ripercorre, in modo tanto sintetico quanto efficace, la tragedia dell’11 settembre. Dalla sua pianificazione (1996) a quella che si presume essere la sua risoluzione, ovvero l’uccisione di Bin Laden (2011), Giovanni Carducci ricostruisce i momenti più salienti dell’attentato. Notevole la forza e l’impatto dato dallo studio e dall’equilibrio delle immagini e del lettering: il testo aggiunge ciò che le immagini forse non possono esprimere, con un trattamento visivo delle parole in perfetta corrispondenza al contesto grafico. I disegni sono di pari impatto, in particolare alcune sequenze in cui sembra essere presente un climax nella definizione dei soggetti raffigurati: espediente decisamente valido per guidare il lettore non solo nel racconto, ma anche nel semtimento.

Le altre parti che costituiscono questo volume sono altrettanto meritevoli. Davvero interessante l’introduzione di Adriano Monti Buzzetti, giornalista Rai ma, personalmente, ho trovato affascinante la riflessione di Alessandro Bottero, il cui pensiero condivido pienamente.

Ritengo che questa graphic novel, così come American Widow, debba essere comprata da tutti coloro che sono interessati alla Storia, per quanto recente sia, in tutte le sue sfaccettature

L’Annina

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La bambina che scese dal cielo…

Dopo un venerdì di fuoco al Tau Beta, ho potuto finalmente rilassarmi sul divano e mettere mano alla pila di fumetti in attesa di recensione. Sarà lo spirito che avvolge la mia aurea in questi ultimi 3 giorni, ma ho deciso di partire da un capolavoro presentato a Lucca dalla piccola, ma interessante, casa editrice Absoluteblack. La recensione che vado di seguito a scrivere tratta de La bambina che scese dal cielo/La ragazza dal viso di teschio, un unico volume contenente due differenti storie. Un’opera tutta italiana nata dalla collaborazione di Luca Belloni e Patrizio Berti.

Sinossi : La bambina che scese dal cielo (tratta dalla casa editrice)
Una voce narrante ci spinge nei meandri di una esistenza contorta, nel momento del trapasso, in cui l’anima sta per abbandonare il corpo. I demoni dell’esistenza si accalcano ai lati del letto per gustare il lauto pasto, ma la comparsa di una luce sacra rovina loro i piani. L’anima del protagonista non è più sola, un angelo bambina lo accompagnerà fino alla fine del suo viaggio.

Sinossi: La ragazza dal viso di teschio (tratta dalla casa editrice)
Storia fantasy su come l’amore possa trasformarsi in tragedia. L’invidia, la gelosia ed il rancore sfociano nel cieco possesso e nella voglia di vendetta. Un negromante maledice l’unione di due futuri sposi, tormentando le loro anime per secoli, fino a quando nel corpo di un giovane ignaro, si trasferisce l’anima guerriera dello sposo deluso. Il berserk che è in lui lo trasformerà in un uomo assetato di sangue dei nemici. Combatterà per riconquistare il suo amore, una ragazza bellissima deturpata dalle arte magiche dello stregone, che divise il suo viso in due parti simmetriche: una normale, l’altra metà in un teschio lucido!

Ritengo che entrambi le storie siano affascinanti, in particolar modo per la loro capacità di suscitare intense emozioni, grazie a un connubio perfetto tra sceneggiatura e grafica. La bambina scesa dal cielo, il racconto da me preferito, colpisce per la forza e la volontà di un piccolo angelo che decide di lottare per la vita di qualcuno, nonostante le avversità e gli ostacoli posti sia dalla sua “famiglia” (la schiera di angeli in cielo), sia ovviamente dagli indemoniati nemici. Penso che molte persone, angeli o umani che siano, potrebbero ritrovarsi in quella piccola creatura.
La ragazza dal viso di teschio invece percuote il cuore fino a farlo sprofondare nell’angustiante finale… quanto davvero può essere tragico e crudele l’amore? Beh, qui ne potrete trovare un esempio.

Non sono letture semplici, decisamente, ma credo meritino l’attenzione di chi ricerca un prodotto originale e di alta qualità.
Interessante inoltre la sezione finale, in cui vengono riportati i soggetti originali delle due storie e una piccola sezione in cui Patrizio Berti rende omaggio a Thor, il mitico personaggio Marvel… Penserete, ma cosa c’entra con i due racconti? Beh, sempre meglio qualcosa in più che in meno!

L’Annina

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Incontro con gli autori

Ebbene sì. Dal Tau Beta hanno spiccato il volo artisti, imprenditori e ora … siamo orgogliosi di dare spazio alla presentazione di un nuovo romanzo fantasy scritto a 4 mani da due nostri abbonati: Igor Comunale e Anna E. Colombo.

LA TERZA VIA
Incontro con gli autori al TAU BETA
Via Pavoni 5 – Monza
Sabato 4 Febbraio 2012 – ore 15.00

L’affascinante geisha Saori aspetta da anni l’occasione per diventare la concubina del feudatario. La sua giovane apprendista, Aiko, la considera come una madre. La tranquillità delle loro vite verrà sconvolta dall’arrivo del misterioso ronin Shinichi, ricercato dallo shogun. Quella che sembra essere l’occasione giusta per entrare a corte si trasformerà nell’avventura più sconvolgente che le due donne abbiano mai vissuto: la ricerca del santuario perduto del popolo dei draghi, unica arma da utilizzare contro una crudele stirpe di demoni ragno votati all’entropia… Il destino del mondo è nelle mani di un gruppo di eroi improbabili, ma il primo nemico che dovranno affrontare è l’oscurità insita nel loro animo“.

Gli autori presenteranno il libro e saranno a vostra disposizione per firmare la vostra copia del romanzo e rispondere alle vostre domande. Per maggiori informazioni potete contattare il negozio.

VI ASPETTIAMO!

P.S. Non è merito nostro ovviamente! Ma siamo orgogliosi che la nostra fumetteria sia luogo di incontro di persone così valide e di varie abilità e passioni…

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Il Manga: origini,sviluppi e generi

Il Manga Tunue“Il Manga – oltre ad essere una storia del fumetto giapponese – è un viaggio appassionante all’interno della cultura nipponica tra i diversi piani culturale, economico e politico”.

Tunué colpisce ancora con un prodotto magistrale. Né un manga né una graphic novel, bensì un approfondito saggio sul manga, sotto ogni aspetto… E non vi preoccupate! È scorrevole, con molti aneddoti e immagini!
Premesso ciò, mi avventuro in una “recensione” di questo saggio: operazione alquanto ardua data la professionalità e l’accuratezza con cui è stato scritto questo libro.
Il Manga – Storia e universi del fumetto giapponese, è una retrospettiva ben costruita e brulicante di analisi, connessioni e interessanti aneddoti su questo genere e la sua origine. Possiamo dividere il saggio in tre parti, anche se ciascuna di esse sarà presente anche nelle altre, facendo qualche apparizione qua e là:

  • una sezione storica, in cui Jean-Marie Bouissou narra non solo la genesi del manga a partire dai rotoli dipinti, ma ricontestualizza il tutto interconnettendo alla produzione e all’evoluzione del manga aspetti quali la cultura, l’economia, la politica e il contesto sociale in cui nascevano si sviluppavano e si trasformavano gli archetipi del manga odierno.
  • una sezione tecnica, utile anche a chi solitamente non è fruitore di questo genere poiché non ne comprende determinati aspetti (vedi il senso di lettura). L’autore quindi analizza, basandosi su stralci di fumetti esistenti e conosciuti, i codici e gli stilemi estetici e narrativi che costituiscono la specificità del manga.
  • una sezione tematica, in cui Bouissou analizza e illustra le principali tematiche ricorrenti nei manga, come lo sport, il combattimento, il sesso, l’horror e il fascino per l’aldilà. Il tutto, come sempre, contestualizzato all’evoluzione sociale e alla dimensione culturale in cui si sono sviluppat i temi sopra elencati e tanti altri.

Il Manga, con la neutralità di un arbitro super-partes quale il suo autore, è quindi un saggio completo, informativo, analitico e soprattutto interessante. Non tratta la storia di questo genere fumettistico in modo cronologico e lineare, ma dona al lettore diverse prospettive e vie di lettura, grazie anche al confronto obiettivo con il mondo occidentale (inteso sia dal punto di vista fumettistico, sia dal punto di vista sociale).
Questo libro è adatto a chiunque. Ottimo per un neofita curioso, a cui verrà spiegato il mondo e il meccanismo del genere manga in modo obiettivo (senza preconcetti). Il cultore del manga troverà all’interno di questo saggio nuovi spunti di lettura, aneddoti interessanti e la possibilità di comprendere in maniera più approfondita questo genere fumettistico.

Per chi avesse paura di una lettura troppo pesante, ribadisco e me ne assumo ogni responsabilità: non lo è assolutamente. Concordo appieno con le quattro qualità di questo libro descritte da Marco Pellitteri in prefazione:

  • Freschezza
  • Originalità
  • Ricchezza
  • Disincanto

Per chi fosse interessato o semplicemente curioso, ecco un’anteprima proposta ai lettori da Tunué.

L’Annina

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Wormwood: pura eresia pulp

Danny Wormwood è un uomo di successo, produttore dei programmi più cool e controversi della televisione americana. Ama la sua fidanzata, anche se ogni tanto la tradisce con… Giovanna D’arco. Già, perché Wormwood è l’anticristo, il figlio di Satana destinato a scatenare l’apocalisse. Danny ha comunque piani diversi dal suo illustre genitore, non è minimamente interessato alla fine del mondo e preferisce trascorrere il tempo libero in un pub in compagnia del suo coniglio parlante e della reincarnazione di Gesù Cristo, un attivista di colore reso demente da una manganellata della polizia. Tutto normale, fino a quando un accordo tra il papa e il diavolo mette in moto un inesorabile ingranaggio, che costringerà Wormwood a lottare per sfuggire al proprio destino“.

Già storcete il naso? Allora questo fumetto non fa per voi. Perché? Beh, questo fumetto non è adatto a persone credenti, persone con un certo senso del pudore o comunque sensibili. E poi i personaggi…

– Il protagonista, produttore televisivo, non è altri che l’Anticristo che, come un normale figlio ribelle, non ha intenzione di seguire le volontà del padre (Satana).
– Un Coniglio, amico e coinquilino dell’Anticristo, volgare e supponente.
– Gesù è un ragazzo di colore un po’ svampito e grande amico dell’Anticristo.
– “Dio” è un pazzo, vecchio e, scusate il termine, “segaiolo”.
– Infine il Papa, alcolizzato e pornografo.

Onestamente, io già solo per questo l’ho comprato… Comunque:

Dal punto di vista narrativo,  la graphic novel sfiora i limiti del trash, rimanendo però al di qua del confine. Garth Ennis dota quest’opera di un buon ritmo, di dialoghi e battute taglienti e acide, alcune volte fini a se stesse, spesso invece celanti spunti di riflessione interessanti, quali la messa in discussione del concetto di potere, che sia religioso, televisivo o umano.
Dal punto di vista grafico invece, la ricerca verso il realismo è evidente, forse troppo. Meritevole comunque la precisione del tratto e l’uso dei colori.

Che dire? Non è certo un capolavoro, ma è un’opera comunque degna di attenzione che, personalmente, fa sorridere, a volte storcere il naso… e riflettere, perché no.

L’Annina

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Il paradiso delle trottole: vera arte

Paradiso delle trottoleTra i vari propositi posti nel cassetto del mio cervello ormai saturo vi era di presentare e recensire un’opera multimediale nata dalla genialità di un gruppo a me caro: Banda Putiferio. Date le ultime notizie ricevute, di cui vi parlerò dopo, ho deciso che era giunta l’ora di estrarre quel piccolo memo dalla mia testa e trarne un articolo per questo blog.

Desidero presentare “Il Paradiso delle trottole – storie e canzoni per bambini cresciuti“, edito da Tunué e realizzato da Banda Putiferio e autori vari.
Difficile da descrivere, per il suo essere così “sperimentalmente geniale”. Possiamo definirla una graphic novel composta da favole e filastrocche autoconclusive, ma anche un album musicale (CD allegato) strutturato da brani che ricordano le vecchie “Fiabe sonore” (da cui è tratto anche il titolo di uno dei 3 atti), almeno a chi è sulla trentina e più. Il tutto per rivolgersi a un pubblico tutt’altro che infantile. Il tema dell’infanzia, filo rosso e protagonista di ogni verso e di ogni tratto disegnato, permette al lettore adulto di poter vagare con l’immaginario, tra ricordi del passato e miti delle favole, attraverso la disillusione e l’innocenza ormai perduta e soffocata dall’odierno. Cosa questa che purtroppo ci accomuna a molti “esponenti” dell’infanzia e dell’adolescenza, alla loro insicurezza, alla cattiveria e al cinismo di cui oggi i bambini sono protagonisti/vittime.
Il connubio poi tra la forza espressiva dell’immagine disegnata e della musica permette di vivere un’esperienza a 360° delle principali tematiche sociali trattare ne Il paradiso delle trottole , in totale libertà di parola e di pensiero, con una sincerità e una purezza cosparse di polvere magica tipiche della prima fanciullezza.
Alcuni degli artiti che hanno prestato la loro arte per questa graphic novel? Luca Enoch, Gino Gavioli, Massimo Giacon, Akab, Lola Airaghi e molti altri… Senza dimenticarci dell’illustrazione dicopertina di Miguel Angel Martin!

Posso sicuramente concludere che non è possibile dare un giudizio sulla piacevolezza di quest’opera in modo oggettivo. È un ascolto e una lettura che può piacere o meno, ma una cosa è sicura. Rimarrà nei miei come nei vostri ricordi, come le favole. Personalmente? Davvero una bella esperienza, che ritengo vada ripetuta avvicendando ascolto e lettura, per poi ri-unirle e ricominciare un nuovo viaggio.
Se per caso fossi riuscita a cogliere la vostra attenzione e a stuzzicare la vostra curiosità, sono lieta di divulgare la notizia di cui vi accennavo a inizio articolo.

Il 7 gennaio 2012 – Ore 21 – Ingresso : 8 euro /Ridotti: 5 euro

Banda Putiferio in Children Solution
Teatro Binario 7
– Monza, Via Turati 8

Debutto teatrale del nuovo recital della Banda Putiferio, tratto dal cd-libro a fumetti “Il paradiso delle trottole” (Tunué). Scritto con Gianluca Mercadante, video – installazione dell’opera “Toupie” di Sara Rossi. Lo spettatore viene gentilmente condotto dalla diligente Sonja nella più classica delle visite aziendali. Una sorta di animazione musicata in concerto, un allegro viaggio nel mondo nella fantasia dell’educazione per adulti alla ricerca del figlio “ideale”.

La CHILDREN SOLUTION non è solo una fabbrica, uno stabilimento, un luogo di produzione e di studio. La CHILDREN SOLUTION è un mondo.

 Paradiso delle trottole_ Spettacolo a Monza della Banda Putiferio

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Alla Panini sono arrivati i Vampiri: collezione 100%

Vampiri Sable noir Panini ComicsPanini Comics ha raccolto in un unico volume della collana “Collezione 100%”, Vampiri – Sable Noir: La Maledizione del 3 Novembre, sei racconti di produzione francese dedicati interamente ai vampiri e, permettetemi di aggiungere, a quelli veri (assolutamente lontani dal genere Twilight).

Le sei storie sono tratte da altrettanti racconti con i seguenti titoli:

  • Sangue fresco
  • La casa sulla collina
  • Alizarina
  • Le anime straziate
  • Nella pelle
  • Il falso dal vero

Ogni capitolo/storia riporta come incipit, quasi per rendere omaggio agli autori, l’inizio del racconto da cui è tratta, per poi trasformare le sole parole in una graphic novel.
Devo dire che questo volume ha avuto su di me un riscontro positivo. Amo le classiche storie sui vampiri sullo stile dei di Bram Stoker e ho trovato davvero interessante la possibilità di avere una raccolta che affronti lo stesso tema in modi così diversi, sia per lo stile di scrittura sia per la scelta di presentazione e caratterizzazione di questi protagonisti “oscuri”. Un’ulteriore nota che conferisce fascino a questo lavoro è anche la scelta di sei fumettisti così diversi che conferiscono uno stile molto personale alla storia da loro raffigurata, permettendo così al lettore di gustare di immagini e stili pittorici tanto interessanti e piacevoli quanto dissonanti tra loro.

Ultima nota, un po’ da fan sfegatata, viene dedicata la copertina… Ebbene sì, del mitico e inimitabile Dave McKean!

A chi può piacere? Beh, a tutti coloro che apprezzano il genere “vampiri” classico e a chi gradisce avere in un unico volume sei storie diverse, autoconclusive, da poter leggere in momenti diversi senza perdere il filo.

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Poesia, mistero, illusione: Segno di gesso

Oggi mi trovo a recensire un capolavoro di Miguelanxo Prado. È da un po’ che non scrivo su fumetti d’autore, ne ho letti alcuni, ma avendo scelto questo tra tutti (per ora), sapevo che la recensione di Segno di gesso avrebbe richiesto la dovuta calma e attenzione.

Questa storia parla di un sentimento composto da sensazioni, pensieri e sentimenti di singole persone, tutte parimenti protagoniste. Narra di un incontro, sta al lettore (alla fine) decidere se reale o illusorio, in una piccola isola con un faro abbandonato e una diga frangiflutti, lunga e bianca, proprio come un segno di gesso.

Per quanto il racconto possa sembrare lineare sino alle ultime vignette a una lettura superficiale, se letto con attenzione si noterà invece un profondo senso di mistero che avviluppa i nostri pensieri mentre scorriamo le pagine, la sensazione alquanto strana che l’autore ci coinvolga a tratti, in profondità, all’interno della storia e della psicologia dei personaggi, per poi estraniarci dal tutto, come se d’improvviso di trovassimo a guardare la vicenda da lontano, dall’alto… come i gabbiani.
Questa modulazione di sentimenti e di coinvolgimento del lettore è data anche dalla tecnica pittorica utilizzata da Prado, caratterizzata da profonde inflessioni cromatiche e di luce che creano o meglio suggeriscono al nostro cuore il contesto emotivo del momento narrato.

Trovo inoltre notevole l’epilogo dell’autore, il quale ammette e spiega le infinite possibilità di lettura di questo fumetto, così come le difficoltà in cui potrebbe incorrere sia un lettore approssimativo sia un lettore desideroso di trovare la verità, il vero senso della storia.
Per quanto mi riguarda, direi che questa storia può essere adatta ad entrambi. Il primo probabilmente troverà un racconto romantico, malinconico e sensuale di fronte a sé, senza la necessità di porsi grandi domande. Il secondo invece sarà tentato di leggerlo una seconda volta, per scoprire dettagli casomai sfuggiti e per confermare la propria interpretazione dell’opera.
Io personalmente ho preferito fermarmi, non importa se la mia “versione dei fatti” sia quella corretta. Perché? Perché non voglio perdere, almeno per un po’, l’intensità delle emozioni, dei colori, della poesia e, perché no, delle illusioni che ho accumulato durante la prima lettura.

Ovviamente consigliato.

L’Annina

P.S. Per chi tiene conto di questo tipo di informazioni, soprattutto per scegliere, quest’opera è la più premiata del fumetto spagnolo. Ha infatti vinto:

  • 1993: Miglior libro dell’anno in Francia
  • 1994: Miglior libro dell’anno in Austria
  • 1994: l’Alph Art ad Angouleme
  • 1995: una Nomination all’Eisner Award