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American Widow: dignità e coraggio

Ieri, primo giorno ufficiale da disoccupata (ebbene sì, l’agenzia web mi ha licenziato in tronco), ho deciso di coccolarmi per qualche ora con una buona lettura.

Mi sono diretta verso “Il gatto del Rabbino” (capolavoro di Joann Sfar), uno dei miei romanzi a fumetti preferiti. Poi però il mio sguardo è stato catturato da una novità edita da Rizzoli/Lizard, “American Widow”.
Presa dalla curiosità, ho cominciato a leggerne qualche pagina, pensando di continuare alla sera. Mi sono invece ritrovata, dopo un’ora, a leggere l’ultima pagina di questo meraviglioso romanzo/verità… Ha catturato a tal punto la mia attenzione che, nonostante avessi alle spalle il mio nuovo divano supercomodo… non sono riuscita a spostarmi da terra, dove avevo cominciato la lettura  in una posizione scomodissima, con un  plaid sulle spalle (avete presente la scena del film “La storia infinita”?).

Un primo commento a caldo? Mi ha dato una forza incredibile e mi ha ricordato che spesso piangiamo e ci lamentiamo per cose davvero futili!
Ma andiamo con ordine. Ecco intanto la scheda ufficiale:

American Widow è il primo graphic novel autobiografico sulla tragedia dell’11 settembrela. Narra la storia vera di Alissa Torres, una donna americana la cui vita viene completamente sconvolta dall’attacco terroristico dell’11 settembre 2001 alle Torri Gemelle di New York. Sposata da poco con Edoardo, un giovane immigrato colombiano, è incinta di sette mesi quando la tragedia del World Trade Center glielo porta via per sempre. Abbandonata a se stessa, Alissa si troverà così a dover affrontare un duplice incubo: la perdita dell’amore della sua vita – nonché padre di suo figlio – e l’orrore delle trafile burocratiche per accedere ai fondi destinati ai parenti delle vittime, peggiorato dalla strumentalizzazione della sua sciagura a opera dei media e delle associazioni di solidarietà. ”

Alissa Torres narra la sua esperienza personale, dando poco spazio a ciò che accadeva intorno a lei, se non come cornice alla sua storia. Questo dà una forza incredibile alla storia, illustrata in modo semplice, si potrebbe dire minimal, da Sungyoon Choi. Proverete commozione, compassione, rabbia, frustrazione e, alla fine, sollievo e speranza.
Narra la sua rappresentazione, particolarmente provocatoria e modace, dell’incompetenza e, talvolta, l’insensibilità, di organizzazioni umanitarie e agenzie governative designate ad assistere le vittime del World Trade Center.
Sarete sconvolti dall’inferno burocratico che Alissa, come tutte le famiglie “sopravvissute”, ha dovuto attraversare (anche se qui in Italia lo percorriamo fin troppo frequentemente).
Capirete l’ipocrisia che spesso si nasconde davanti alla “beneficenza”, che spesso sfrutta la situazione portando le vittime ad essere odiate o, peggio, invidiate… per cosa? Una famiglia, un amore, una vita non possono certo essere ricompensati con qualche dollaro (per quanti siano).

Proverete, anche per un momento, il senso di solitudine e il dolore di Alissa.

Ma l’emozione, il sentimento più importante sarà la forza. Chiusa la quarta di copertina, vi sentirete più forti, saprete che è necessario provare per riuscire e, qualunque sia l’ostacolo che si porrà davanti a noi, con la forza di volontà ce la farete, troverete un nuovo punto di partenza… soli, grazie alla famiglia, agli amici.. o a un perfetto sconosciuto.
Chi lo sa?

L’Annina

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